Chi sono i Superager?
Perché oggi si parla di “healthspan” e non solo di longevità attiva
Negli ultimi anni il concetto di longevità è cambiato profondamente. Non si tratta più soltanto di vivere più a lungo, ma di vivere meglio e mantenere il più possibile energia, autonomia e qualità della vita. È per questo che sempre più esperti di benessere parlano di healthspan, un termine che sta assumendo un ruolo centrale nelle discussioni sull’invecchiamento attivo.
Cos’è l’Healthspan? Healthspan vs. longevità attiva
Mentre la longevità indica semplicemente il numero di anni vissuti, l’healthspan rappresenta il periodo della vita trascorso in buona salute, con un adeguato livello di benessere fisico, mentale e sociale.
In altre parole, non conta soltanto arrivare a 90 o 100 anni, ma riuscire a farlo mantenendo la propria indipendenza, la capacità di muoversi, coltivare relazioni, apprendere cose nuove e svolgere le attività quotidiane con soddisfazione.
Il modello dei Superager
Negli studi dedicati all’invecchiamento attivo si parla sempre più spesso di superager, persone che, pur avendo superato i 70 o gli 80 anni, mostrano capacità fisiche e cognitive paragonabili a quelle di individui molto più giovani.
I superager non rappresentano un ideale irraggiungibile. Le ricerche suggeriscono infatti che molti dei fattori associati a un invecchiamento di successo dipendono da abitudini quotidiane e scelte di stile di vita adottate nel tempo.
Perché l’Healthspan e la longevità attiva sono è importanti?
Con l’aumento dell’aspettativa di vita, cresce anche il rischio di trascorrere molti anni convivendo con limitazioni funzionali o una ridotta autonomia.
L’obiettivo dell’healthspan è invece quello di:
- mantenere la mobilità il più a lungo possibile;
- preservare le capacità cognitive;
- favorire il benessere emotivo;
- sostenere la partecipazione sociale;
- promuovere una vita indipendente e attiva.
Per questo motivo l’attenzione si sta spostando dalla semplice durata della vita alla qualità degli anni vissuti.
I pilastri dell’Healthspan e della longevità attiva
Sebbene non esista una formula magica, alcuni elementi ricorrono frequentemente nelle storie di chi invecchia mantenendo vitalità e autonomia. Ecco, di seguito, i principali.
Movimento quotidiano: il segreto più semplice
L’attività fisica rappresenta uno dei fattori più studiati nell’ambito della longevità attiva. Camminare, mantenere una buona forza muscolare e restare fisicamente attivi contribuisce a preservare funzionalità e indipendenza.
Sonno e recupero: la nuova frontiera del benessere
Dormire bene favorisce il recupero dell’organismo, sostiene le funzioni cognitive e contribuisce al benessere generale. Una buona igiene del sonno è considerata un tassello fondamentale di uno stile di vita orientato all’healthspan.
Allenare il cervello e la curiosità
Leggere, imparare nuove competenze, coltivare hobby e mantenere viva la curiosità rappresentano attività spesso presenti nella vita dei superager.
Relazioni sociali e senso di appartenenza
Le connessioni umane giocano un ruolo importante nel benessere complessivo. Partecipare alla vita sociale, condividere esperienze e mantenere rapporti significativi può contribuire a una migliore qualità della vita.
Alimentazione consapevole e stile di vita
Un’alimentazione varia ed equilibrata, associata a uno stile di vita attivo, rappresenta uno degli elementi più frequentemente osservati nelle popolazioni caratterizzate da elevata longevità.
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Come iniziare oggi un percorso di longevità attiva
La longevità attiva non è un traguardo da raggiungere in futuro, ma un percorso che si costruisce giorno dopo giorno. Non servono cambiamenti radicali né programmi complessi: spesso sono le piccole abitudini quotidiane, mantenute nel tempo, a fare la differenza.
Che si abbiano 50, 60, 70 anni o più, non è mai troppo tardi per adottare uno stile di vita orientato al benessere e alla qualità degli anni che verranno.
Partire da un concetto semplice: la costanza
Molte persone rinunciano a migliorare le proprie abitudini perché pensano di dover rivoluzionare completamente la propria vita. In realtà, il segreto della longevità attiva non è la perfezione, ma la continuità.
Camminare ogni giorno, dormire qualche ora in più, dedicare tempo a un hobby o mantenere rapporti sociali significativi può avere un impatto maggiore rispetto a cambiamenti drastici che durano solo poche settimane.
Muoversi un po’ di più ogni giorno
L’attività fisica rappresenta uno dei pilastri più importanti dell’invecchiamento attivo.
Non è necessario praticare sport intensi o allenamenti impegnativi. Per molte persone può essere sufficiente:
- fare una passeggiata quotidiana;
- utilizzare le scale quando possibile;
- dedicarsi al giardinaggio;
- praticare esercizi di mobilità;
- svolgere attività che favoriscano equilibrio e coordinazione.
L’obiettivo è ridurre la sedentarietà e mantenere il corpo in movimento.
Curare il sonno come una risorsa preziosa
Il sonno è spesso sottovalutato, ma svolge un ruolo fondamentale nel recupero fisico e mentale.
Alcune semplici abitudini possono favorire un riposo più regolare:
- mantenere orari abbastanza costanti;
- ridurre l’esposizione a schermi luminosi nelle ore serali;
- creare un ambiente tranquillo e confortevole;
- evitare stimoli eccessivi prima di coricarsi.
Dormire bene significa offrire all’organismo il tempo necessario per rigenerarsi.
Allenare il cervello ogni giorno
La mente ama essere stimolata.
Leggere, imparare una nuova lingua, utilizzare strumenti digitali, approfondire argomenti di interesse o dedicarsi a giochi di logica sono attività che possono contribuire a mantenere viva la curiosità e l’interesse verso il mondo.
I superager condividono spesso una caratteristica comune: non smettono mai di imparare.
Coltivare relazioni e connessioni sociali
La longevità attiva non riguarda soltanto il corpo.
Trascorrere del tempo con amici, familiari o persone che condividono passioni simili può arricchire la vita quotidiana e contribuire al benessere generale.
Partecipare a iniziative culturali, attività di volontariato, gruppi sportivi o associazioni locali rappresenta un’opportunità per mantenere viva la socialità.
Prendersi cura del proprio benessere emotivo
Anche la serenità mentale fa parte dell’healthspan.
Ritagliarsi momenti di relax, trascorrere tempo nella natura, dedicarsi a passioni personali o praticare attività che favoriscono la consapevolezza può aiutare a mantenere un buon equilibrio interiore.
Non si tratta di eliminare lo stress, ma di imparare a gestirlo in modo più efficace.
Monitorare il proprio stile di vita
La tecnologia offre oggi strumenti semplici per conoscere meglio le proprie abitudini.
Contapassi, smartwatch, bilance impedenziometriche e applicazioni dedicate al benessere possono aiutare a monitorare alcuni parametri e a mantenere alta la motivazione verso i propri obiettivi.
L’importante è considerare questi strumenti come un supporto e non come una fonte di ansia o perfezionismo.
Il metodo del “piccolo passo”
Un approccio efficace consiste nel modificare una sola abitudine alla volta.
Per esempio:
Settimana 1: aggiungere una passeggiata di 15 minuti al giorno.
Settimana 2: anticipare l’orario del sonno di 15-20 minuti.
Settimana 3: leggere ogni giorno per almeno 20 minuti.
Settimana 4: dedicare tempo a un’attività sociale o culturale.
Piccoli cambiamenti, sommati nel tempo, possono trasformarsi in uno stile di vita più attivo e soddisfacente.
La filosofia Seenager
I seenager dimostrano che l’età non deve essere vissuta come un limite, ma come una nuova fase ricca di opportunità.
Longevità attiva significa continuare a coltivare progetti, passioni, relazioni e curiosità. Significa restare protagonisti della propria vita, indipendentemente dal numero riportato sulla carta d’identità.
Iniziare oggi
Non esiste un giorno perfetto per iniziare un percorso di benessere. Esiste solo il momento presente.
Una passeggiata, una telefonata a un amico, qualche pagina di un libro o una notte di sonno più regolare possono rappresentare il primo passo verso una vita più attiva, consapevole e appagante.
Perché la longevità attiva non si costruisce domani: si costruisce oggi.
L’obiettivo non è semplicemente aggiungere anni alla vita, ma aggiungere vita agli anni. Ed è proprio questa la filosofia che sta alla base del concetto di healthspan: un approccio che invita a prendersi cura di sé ogni giorno per costruire un futuro più attivo, soddisfacente e ricco di opportunità.
Parafrasando il grande filosofo, sceneggiatore, autore, scrittore e commediografo Luciano de Crescenzo, la vita non andrebbe semplicemente “allungata”, ma…:
Il tempo è una grandezza bidimensionale, puoi viverlo in lunghezza, in maniera monotona e facendo sempre le stesse cose senza rischi ed esperienza particolari… dopo 60 anni avrai 60 anni.
Oppure puoi viverla in larghezza, con alti e bassi, facendo anche grossi errori o innamorandoti, facendo anche qualche sciocchezza… e allora dopo 60 anni avrai 30 anni.
Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando, invece, bisognerebbe allargarla.
Riferimenti: Bild.de, Fit Reisen,