Nel 2026 essere adulti non è sinonimo di essere “maturi” né di essere “vecchi”.
E’, piuttosto, una condizione anagrafica delle persone, che non dice né spiega nulla su di essi se non – banalmente – il loro anno di nascita.
Il “Seenager” (Il sociologico)
La parola Seenager è un gioco di parole (un portmanteau) tra Senior e Teenager.
Identifica persone adulte, mature, anziane o neo-pensionate che stanno vivendo la loro età con lo stesso spirito, la stessa libertà e la stessa energia di un adolescente, ma, rispetto a essi, con gli enormi vantaggi della condizione economica più agiata e tranquilla senza genitori e familiari a cui rendere conto.
Generalizzando, i tratti tipici di un seenager sono:
- La libertà riscoperta: I figli sono grandi e autonomi (o semplicemente, non ci sono), il lavoro è concluso o ridotto; non ci sono più gli obblighi della mezza età.
- Lo stile di vita attivo: Viaggiano, escono a cena, vanno a cinema o a teatro, frequentano concerti, esplorano nuovi hobby e fanno sport.
- L’approccio “ribelle” e tech: Non si sentono affatto né vecchi né fuori luogo, sanno porre la propria presenza in un pubblico anche molto variegato, rifiutano gli stereotipi classici della terza età (come il pantofolismo) e usano la tecnologia e la Rete per gestire la propria vita sociale.
Quando incontriamo un seenager, abbiamo davanti un adolescente con 40 o 50 anni di esperienza in più. Molti di loro sono personaggi famosi dello show-biz e della cultura mondiale, icone che hanno l’età per andare a guardare i cantieri o per la pensione, ma preferiscono vivere con l’adrenalina, la curiosità e la libertà di un ventenne (ma con conti in banca decisamente diversi).

Mick Jagger e Keith Richards (I Rolling Stones): Over 80, continuano a fare tour mondiali, saltano sul palco per ore, cambiano fidanzate, vestono con giacche sgargianti e hanno la stessa identica attitudine ribelle di quando avevano vent’anni. Sono la definizione vivente di seenager.

Iris Apfel: Scomparsa di recente a 102 anni, è stata l’icona della moda e di Instagram fino all’ultimo giorno. Definiva se stessa “l’adolescente più vecchia del mondo”. Usava i social, indossava occhiali giganti e coloratissimi, e rifiutava categoricamente l’idea di “vestirsi da anziana”.

Richard Branson: Il fondatore di Virgin (classe 1950) vive la sua terza età facendo kite surf, andando nello spazio con la sua navetta, lanciando nuove startup e affrontando sfide fisiche estreme. Ha lo spirito di un adolescente spericolato che non è mai cresciuto.
Il “Superager” (Lo scientifico)
Il temrine Superager termine è nato in ambito medico e neuroscientifico; è stato coniato originariamente dalla Northwestern University per definire una categoria biologica ben precisa.
Un superager è un individuo che ha un’età anagrafica dagli 80 anni in su, ma con capacità cognitive, memoria e prontezza cerebrale pari a quelle di una persona sana di 50-60 anni.
Dal punto di vista scientifico, i superager affascinano i ricercatori perché il loro cervello sembra resistere all’atrofia cerebrale tipica dell’invecchiamento:
- La corteccia cingolata: Una zona del cervello fondamentale per la memoria e l’attenzione si presenta in queste persone molto più spessa rispetto alla media dei loro coetanei.
- I segreti della super-longevità: Gli studi dimostrano che i superager non si distinguono solo per la genetica, ma condividono tratti legati a uno stile di vita orientato alla longevità funzionale: mantengono forti relazioni sociali, fanno costante attività fisica, si concedono sfide intellettuali continue e seguono un’alimentazione bilanciata.
I superager sono persone che hanno superato (o sfiorano) gli 80 anni con una lucidità mentale, una memoria e una vitalità funzionale pari a quelle di un cinquantenne sano.

Piero Angela (Esempio storico): Fino all’età di 93 anni ha continuato a scrivere libri, condurre programmi televisivi complessi (Superquark), fare montaggi video e suonare il pianoforte jazz con una lucidità e una proprietà di linguaggio disarmanti. Il suo cervello mostrava un tasso di invecchiamento nettamente inferiore alla media.

Harrison Ford: A 83 anni suonati, non solo mostra una memoria di ferro sul set, ma continua a pilotare personalmente i suoi aerei privati ed elicotteri, gira film d’azione fisicamente provanti (come l’ultimo Indiana Jones) e mantiene una prontezza mentale e un’ironia tagliente nelle interviste.

Clint Eastwood: A 95 anni, non solo è ancora pienamente lucido, ma continua a fare il regista cinematografico (un lavoro che richiede una resistenza fisica all’aperto, una gestione dello stress enorme e una memoria organizzativa pazzesca). Dal punto di vista della neurologia cognitiva, è un superager da manuale.

Jane Fonda: 88 anni, una memoria d’acciaio che le permette di imparare copioni lunghissimi per serie TV e film, unita a un’attivismo politico e sociale che la vede ancora oggi in prima linea. Cura in modo maniacale l’alimentazione e l’allenamento fisico da decenni, rallentando l’atrofia cellulare.
C’è un fil-rouge che connette tutti questi personaggi seenager/superager, una caratteristica chiave che li accomuna: non si sono mai fermati. Saltare e ballare per tre ore sul palco di un concerto rock, sottostare alle estenuanti riprese cinematografiche tra mille ciak o studiare copioni e nuove materie ha offerto loro la stimolazione cognitiva che ha attivato il loro “rifiuto di sedersi in dispare” e la loro longevità.
Ma questo post è solo il primo di una lunga seria. torneremo presto e spesso a trattare l’argomento, studiando, caso per caso, le ricette dell’elisir di lunga vita dei nostri maturi teenager.